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STARBENE INCENTRO - 19 Novembre 2008 a Bologna

Il 19 Novembre presso il "Cappello Magico"

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"Insieme per il piacere della Salute"

TINGODI alle Terme di Riolo (RA)

Insieme per il piacere della Salute

Presso il Centro di Metodologie Naturali delle Terme di Riolo Bagni

I° Week-end: 10 – 11 -12 ottobre 2008 Conduce Dott.ssa Marcella Brizzi

II° Week-end: 7 – 8 – 9 novembre 2008 – Conduce Prof. Erus Sangiorgi

Programma Completo

 
Corsi di Cucina Naturale "Saperi e Sapori"

Laboratori di Cucina naturale pratica per gli allievi della Scuola di Naturopatia da tenersi presso
Ecoturismo La Casa Gialla loc. Cetine -Chiusdino- Siena
Insegnante Paola Turchi

Per maggiori informazioni sulle date e sul corso leggi il seguente volantino

 
Di nuovo in città ?
Suggerimenti di settembre a cura di Marcella Brizzi

...coraggio, in un baleno arriverà Natale!

Già da subito possiamo però regalarci un presente più ricco di riposo e risparmio riducendo al minimo lo 'sbattimento' superfluo, quello frutto di ansietà travestita da impegni che ci fa scalmanare a volo di cimice, mentre invece basta fermarsi qualche minuto ad ascoltarla, l'ansia, sopportare pazientemente di guardarla in faccia e respirare e bere acqua calda per vederla scemare, l'ansia... un bell'esercizietto di consapevolezza molto salutare, facilitato da mosse semplici davvero efficaci :

Approfittando di ogni pausa magari imprevista e anche solo di pochi minuti, respirare profondamente e lentamente e nel frattempo
massaggiarci le dita delle mani, tutti i polpastrelli ( quando si può anche dei piedi), e poi palmo, braccia, spalle, gambe, collo, orecchie, viso, cuoio capelluto ... farlo anche mentre si parla al telefono, si guarda la tv o si ascolta qualcuno o gli si illustra il ns punto di vista, a casa, fuori, in tram, al lavoro; fatelo fatelo fatelo il più possibile, e scoprirete di avere molta più energia, vitalità e salute di quel che pareva: collaudato e garantito!
 
Energia dei comportamenti
Il fabbisogno energetico è in costante aumento, soprattutto grazie a 2 miliardi di cinesi e indiani che vogliono vivere come noi occidentali facciamo ormai da decenni.
I combustibili fossili, (dicono) sono in esaurimento, il nucleare per alcuni è l’unica soluzione per altri il male assoluto, l’utilizzo di fonti rinnovabili trova gli (esperti) divisi tra chi garantisce la loro capacità di sostituire in buona misura il petrolio e tra chi sostiene che le fonti rinnovabili non potranno mai garantire più del 2 % dei bisogni energetici.
I modelli di sviluppo dell’umanità sono da sempre legati alla tipologia e quantità di energia che questa utilizza. La capacità di controllare il fuoco da parte dell’uomo ha determinato, da parte sua, una potente capacità di condizionare l’ambiente e le altre specie di viventi oltre che i suoi simili.
Gli schiavi (fonte energetica) che Giulio Cesare faceva giungere a Roma dalle Gallie condizionavano il modello di sviluppo dell’Urbe favorendo chi sosteneva il latifondo e faceva uso massiccio di schiavi a scapito di chi era favorito da una parcellizzazione delle terre perché queste fossero coltivate da piccoli proprietari. La questione non fu di poco conto visto come andò a finire per il povero Cesare alle idi di Marzo in Senato.
L’abolizione dello schiavismo, pretesto della Guerra di Secessione americana era collegata al fatto che il Nord per il suo modello di sviluppo aveva bisogno di manodopera motivata e specializzata: gli operai; mentre il Sud per sua economia agricola poco specializzata andava benissimo con gli schiavi. La nostra società, allo stato dell’arte, è drasticamente dipendente dal petrolio, un energia comoda basta spingere un interruttore o girare una chiave per avere una qualità di vita inimmaginabile solo un secolo fa.
Anche la persona più attenta ai consumi energetici in occidente consuma 1000 volte di più di quello che consuma una di quei miliardi di persone lontane dal nostro modello di sviluppo.
Se poi nel conto andiamo a mettere: i condizionatori, le macchine di grossa cilindrata, gli appartamenti scaldati oltre il ragionevole in inverno e altre facezie, il rapporto si modifica di molto.
La liberalizzazione dei mercati sta rendendo possibile a una grossa fetta di umanità la possibilità di accedere, come dicevo all’inizio, a questi consumi con i relativi costi energetici.
Per potersi mantenere, a livello planetario, questo modello di sviluppo, che è anche l’unico che conosciamo necessita di abnormi quantità di energia.
Il modello energetico è intimamente legato ai comportamenti di quella società. Noi occidentali “ragioniamo” in termini “petroliferi”, anche se molti di noi non lo vogliono ammettere. Per l’ “uomo petrolifero” è normale:scaldarsi d’inverno e refrigerarsi d’estate girando una manopola, potersi spostare in aereo per andare in ferie , possedere una vettura, potere accedere a qualsiasi bene di consumo entrando in un supermercato, innamorarsi di un australiano/a e poterlo/a raggiungere, … e molto altro ancora.
Io penso che questo modello sia profondamente in crisi, in quanto questo modello sta diventano accessibile a una grossa fetta di umanità e l’energia non è sufficiente.
Io penso che le fonti energetiche alternative siano un palliativo, non in quanto tali, ma perché insufficienti a garantire il modello minimo di vita a cui noi ci siamo abituati e che nessuno potrebbe rinunciare.
Anche se tutte le macchine andassero a metano, anche se tutte le lampadine fossero a basso consumo, anche se tutte le case fossero coibentate, anche se consumassimo solo frutta di stagione, anche se andassimo a prendere i figli all’asilo in bicicletta, il consumo energetico sarebbe sempre troppo. Forse stiamo attraversando un periodo di passaggio dell’umanità, tipo la caduta dell’impero Romano, la scoperta dell’America, l’invenzione delle macchine a vapore, il crollo della Borsa di New York del 1929 ; uno di quei periodi dove vengono sconvolti i rapporti economici e sociali di grosse fette di popolazioni e ne vengono definiti dei nuovi.
L’ “uomo petrolifero” è giunto al termine del suo ciclo sia come modello comportamentale ed esistenziale in quanto sta perdendo il substrato energetico che gli permette di essere tale. Cerchiamo sempre di non dimenticare che la possibilità di crescere ed evolversi di ciascuno di noi è condizionata dal fatto di essere ben nutriti, tutelati dalle intemperie, curati dalle malattie, avere la possibilità di comunicare e spostarsi con facilità, avere momenti da dedicare al divertimento… sembrano tutte cose normali…Una normalità legata al petrolio.
Questo periodo di passaggio è auspicabile che duri parecchio, perché non è il superfluo che dovremo mettere in discussione ma il nostro concetto di normalità e non sarà un pannello solare, un mulino a vento o una centrale nucleare a ritardarlo più di tanto.
Cosa ci aspetti non è prevedibile perché qualsiasi previsione sarebbe fatta usando parametri di un altro modello culturale; quando Colombo scoprì le Americhe cercava l’oro che era un parametro della sua cultura, nessuno poteva prevedere che 500 anni dopo da quelle terre sarebbero partiti fiumi di Coca Cola.

Loredano Zini
 
ENERGIA NUCLEARE O DA FONTI RINNOVABILI ?
La decisione assunta dal Governo Berlusconi di procedere alla realizzazione di un programma nucleare viene motivata per riparare il "danno" fatto al Paese con il referendum del 1987, che avrebbe privato l'Italia di energia abbondante, pulita e a basso costo.

L'energia nucleare non è abbondante: essa fornisce oggi un contributo al fabbisogno mondiale di energia pari ad un modesto 6,4% e, secondo le stime dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica delle Nazioni Unite, persino a questo ritmo, c'è uranio solo per 30 anni.
Se l'energia nucleare dovesse rappresentare l'alternativa al petrolio, ci scanneremmo per l'uranio come ci scanniamo per il petrolio.
L'energia nucleare non è pulita: dosi comunque piccole di radiazioni, aggiungendosi al fondo naturale di radioattività, possono causare eventi sanitari gravi sui lavoratori e sulle popolazioni, nel funzionamento "normale" degli impianti e, ovviamente, nel caso di incidenti (come conferma il caso di Krsko in Slovenia); resta irrisolto il problema dei rifiuti radioattivi, materia tuttora di ricerca, dopo il fallimento della prospettiva di utilizzare strutture saline. E quanto ai cambiamenti climatici, anche un raddoppio – invero improbabile - dei reattori oggi esistenti nel mondo darebbe un contributo insignificante alla riduzione della concentrazione di anidride carbonica.
L'energia nucleare non è a basso costo: la complessità del ciclo del combustibile, i dispositivi sempre più impegnativi per mitigare l'impatto sanitario degli impianti sono alla base della lievitazione del costo dell'energia prodotta e della situazione di crisi nei paesi più avanzati, che pure avevano perseguito con decisione nel passato questa produzione di energia.
Si aggiunge a questo il rischio di proliferazione – certificato nel 1980, per qualsiasi ciclo del combustibile nucleare, dallo studio INFCE delle Nazioni Unite - e di terrorismo.

E' difficile tuttavia credere che gli elementi sin qui ricordati, noti a quanti – ricercatori, docenti, studenti – si occupino di energia nucleare, non siano stati portati a conoscenza del Governo e dunque è inevitabile cercare di individuare i motivi reali che hanno portato a questa decisione.
Si potrà oggi lucrare, con questa e con le altre iniziative di grandi opere pubbliche, un'immagine, di crescita e di capacità di decidere.
Si giustificherà, con questa immagine, una pratica – già inaugurata col decreto di Prodi sul segreto di stato sull'energia (DPCM 8.4.08) - di gestione autoritaria del rapporto con i cittadini, ai quali si potranno imporre procedure disinvolte, che potranno ampiamente generalizzarsi ad altre realizzazioni.
Si potranno estorcere allo Stato rilevanti risorse finanziarie per distribuirle a gruppi di imprese, indipendentemente dalle realizzazioni che si faranno o non si faranno. Ma in questo modo si sottrarranno risorse finanziarie rilevanti in termini di ricerca e soprattutto di realizzazioni in materia di tecnologie per l'uso efficiente dell'energia e per l'impiego delle fonti rinnovabili: si toglieranno cioè risorse vitali per una strategia alla quale siamo impegnati nel quadro degli obiettivi che l'Unione Europea si è data per il 2020: riduzione dei consumi del 20% e contributo del 20% delle fonti rinnovabili.
Bisogna opporsi subito a questa prospettiva e per questo saremo il 7 giugno alla manifestazione nazionale di Milano.
E bisognerà incalzare su questo terreno anche il governo ombra: su questa deriva pericolosa deve esserci un confronto attivo e serrato, serve un movimento diffuso e un impegno esplicito a ogni livello praticabile da ciascuno.
 
E' naturale
E’ Naturale…

E’ naturale ciò che è secondo natura e le sue leggi.Una di queste leggi, la fondamentale, è l’istinto di sopravvivenza.Tutte le specie sono spinte a fare si che il proprio DNA non vada perduto, e in questo senso: si accoppiano con pochissimi preliminari, difendono la propria incolumità in maniera feroce e si cibano di altre specie con nessun senso di colpa.
Queste caratteristiche non sono tipiche solo del mondo animale anche il mondo vegetale mette in atto meccanismi di difesa liberando tossine nel terreno nocive per altre piante o ricoprendosi di spine o sostanze urticanti.
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Aromaterapia

AROMATERAPIA 
con la consulenza della dottoressa Marcella Brizzi, medico naturopata, direttrice della Scuola per Operatore Naturopata del Benessere presso Centro Natura di Bologna www.scuoladinaturopatia.it , collaboratrice del Centro di Metodologie Naturali delle Terme di Riolo (RA) www.termediriolo.it , presidente del Centro Studi TING Spazzavento www.newting.org 

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Mutazioni di clima e opinioni mutanti

Mutazioni di clima e opinioni mutanti

I ghiacci della Groenlandia (Terre Verdi), e non solo quelli, si stanno sciogliendo, facendo affiorare vecchi ruderi di fattorie e abitazioni costruite attorno all’anno mille.
Questo mi rincuora parecchio, rispetto alle odierne ipotesi di desertificazione dilagante, che vedrebbero Cortina bagnata dal mare e Rimini, novella Atlantide, giacere in fondo al mare con tutti i suoi secchielli, palette e discoteche.
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Miopia Gastronomica
Molti non tollerano la violenza insita nell'uccisione di un animale a scopo alimentare evitando, per questa ragione, di nutrirsi con cibi carnei.
Scelta rispettabilissima e, se fatta con criterio, anche salutare.
Quello che non capisco è perché quest'attenzione venga relegata al solo mondo animale, escludendo i vegetali.
Penso che questo sia dovuto al fatto che l'uomo sia più sensibile a quelle creature che, sul piano evolutivo, gli sono più vicine; viceversa, stentiamo ad intuire il "penare" di chi, col suo DNA è più lontano da noi.
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Ting Spazzavento 2008 - info@newting.org